In Italia 18 milioni di persone giocano almeno una volta l’anno e oltre un milione e mezzo di loro non sono in grado di gestire il denaro e il tempo che destinano al gambling. La patologia DGA – Disturbo da Gioco d’Azzardo – produce effetti devastanti sulla vita delle persone, ma non è tutto. La criminalità organizzata ha pesantemente infiltrato il settore legale dell’azzardo a scopo di riciclaggio alimentando, al contempo, un mercato parallelo di gioco clandestino.
Diverse operazioni di polizia hanno evidenziato l’infiltrazione della ’ndrangheta nel settore della raccolta del gioco e delle scommesse con marchi diversi, anche nella finalità di riciclare imponenti proventi illeciti: le organizzazioni criminali hanno la disponibilità di siti web illegali e promuovono l’attività tipica dei bookmaker gestendo la raccolta illegale del gioco e delle scommesse attraverso una ramificata rete commerciale.
La penetrazione mafiosa riguarda anche l’imposizione e gestione di slot machines all’interno di esercizi commerciali, le scommesse sportive on line nonché il fenomeno del match fixing. Il gioco illegale, inoltre, spinge maggiormente alla dipendenza, perché dove non c’è controllo i rischi di un gioco non consapevole sono esponenzialmente maggiori. Il già segnalato interesse verso il comparto del gioco promana dalla possibilità di realizzare, attraverso la gestione diretta o indiretta delle società concessionarie, elevati e rapidi guadagni, superiori a qualsiasi altra attività imprenditoriale: un affare dai profitti illimitati a fronte di bassi rischi.